ECONOMIA

Detrazioni fiscali 2026: la guida completa per famiglie e lavoratori

Le detrazioni fiscali 2026 cambiano per redditi medio-alti e famiglie numerose. Questa guida raccoglie importi, soglie ISEE e scadenze aggiornate alla Legge di Bilancio 2026.

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Detrazioni fiscali 2026: la guida completa per famiglie e lavoratori

Le detrazioni fiscali per il 2026 subiscono modifiche significative rispetto all’anno precedente: la rimodulazione per scaglioni di reddito introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025) riduce il beneficio per i contribuenti con reddito imponibile superiore a 75.000 euro. Per i redditi sotto quella soglia, le regole restano sostanzialmente stabili.

Cosa sono le detrazioni fiscali e come funzionano

Una detrazione fiscale riduce direttamente l’IRPEF dovuta, a differenza delle deduzioni che abbassano la base imponibile. Se si è in regime IRPEF, ogni euro di detrazione corrisponde a un euro di imposta in meno — fino a capienza dell’imposta stessa. Le detrazioni spettanti ma non utilizzabili perché superiori all’imposta non vengono rimborsate (tranne il caso del 730 con sostituto d’imposta che effettua conguagli in busta paga).

Infografica detrazioni fiscali 2026: soglie di reddito e importi per categoria
Panoramica delle principali detrazioni fiscali 2026 per fasce di reddito

Il meccanismo base: aliquota IRPEF applicata al reddito imponibile = imposta lorda. Da questa si sottraggono le detrazioni per ottenere l’imposta netta. Le principali categorie sono: detrazioni per lavoro dipendente o pensione, per carichi di famiglia, per oneri e spese detraibili.

Detrazioni per lavoro dipendente e pensione

Per il 2026 la detrazione base per lavoro dipendente è pari a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, con decrescita progressiva fino ad azzerarsi attorno a 50.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la tranche aggiuntiva di 65 euro per redditi compresi tra 25.001 e 35.000 euro, già introdotta nel 2024.

Per i pensionati: detrazione base di 1.955 euro fino a 8.500 euro di pensione, con scala riduttiva analoga a quella per i dipendenti. Chi ha più di 75 anni beneficia di una detrazione leggermente maggiorata (2.002 euro) per redditi fino a 7.750 euro.

  • Reddito fino a 15.000 €: detrazione 1.955 €
  • Reddito 15.001–28.000 €: detrazione da 1.910 € a 1.910 €, con tranche aggiuntiva variabile
  • Reddito 28.001–50.000 €: detrazione decrescente da circa 1.280 € a zero
  • Reddito oltre 50.000 €: detrazione azzerata

Detrazioni per carichi di famiglia

Dal 2022 l’assegno unico universale ha sostituito le vecchie detrazioni per figli under 21. Restano in vigore le detrazioni per:

  • Figli con disabilità di qualsiasi età: 1.620 euro annui per ciascun figlio
  • Coniuge a carico: fino a 800 euro per redditi bassi, con azzeramento progressivo
  • Altri familiari a carico (genitori, fratelli conviventi): 750 euro ciascuno

Un familiare è “a carico” se il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro annui (4.000 euro per figli under 24). La novità 2026 riguarda i nuclei con quattro o più figli: l’assegno unico viene maggiorato del 50% a partire dal quarto figlio, con effetto dal 1° gennaio 2026.

Detrazioni per spese sanitarie

Le spese mediche danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Non esiste un tetto massimo per le spese sanitarie in senso stretto, ma esistono limiti specifici per alcune categorie (es. spese veterinarie: tetto 550 euro, franchigia 129,11 euro).

Per il 2026 è obbligatorio il pagamento tracciabile (bonifico, carta, MAV) per le spese sostenute presso soggetti privati. Le spese presso strutture del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) restano detraibili anche se pagate in contanti, purché documentate da ricevuta fiscale o scontrino parlante.

Spese ammesse: visite specialistiche, farmaci con ricettario medico, occhiali da vista, protesi, analisi cliniche, fisioterapia, spese per familiari con disabilità.

Detrazioni per mutuo e abitazione

Gli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a detrazione del 19%, calcolata su un importo massimo di 4.000 euro annui. Il beneficio massimo è quindi 760 euro/anno. Per i mutui stipulati prima del 1993 il tetto è differente e più favorevole.

Spese di ristrutturazione edilizia: detrazione del 50% su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare (bonus ristrutturazione), ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Per il 2026 il bonus è confermato nella misura del 50% per l’abitazione principale e ridotto al 36% per le seconde case, come da proroga inserita in Legge di Bilancio.

Il Superbonus 110% è stato progressivamente ridotto: nel 2026 si applica solo ai condomini per lavori avviati entro il 31/12/2023 con almeno il 30% dei lavori completati entro quella data.

Detrazioni per istruzione e formazione

Spese per frequenza di scuole paritarie, università private e master post-laurea sono detraibili al 19%. Per le scuole secondarie paritarie il tetto è 800 euro per studente. Per le università il massimale varia in base alla regione geografica e al tipo di corso (da 900 a 1.800 euro circa per anno accademico 2025/26, secondo tabelle MIUR).

Asili nido: detrazione del 19% fino a 632 euro di spesa per figlio, per un beneficio massimo di circa 120 euro a figlio. Questa detrazione si cumula con il contributo asilo nido INPS (fino a 3.000 euro/anno per ISEE basso).

La nuova franchigia per redditi sopra 75.000 euro

La Legge di Bilancio 2026 introduce una soglia di spesa detraibile decrescente per chi supera i 75.000 euro di reddito. Il tetto massimo delle spese su cui calcolare il 19% viene ridotto progressivamente:

  • Reddito 75.001–100.000 €: tetto massimo spese 14.000 € (erano illimitate)
  • Reddito oltre 100.000 €: tetto massimo spese 8.000 €

Il tetto si moltiplica per il numero di figli a carico: con due figli, il limite raddoppia. Le spese sanitarie per patologie gravi e le spese per persone con disabilità sono escluse da questo tetto.

Come indicare le detrazioni in dichiarazione

Le detrazioni si dichiarano nel Modello 730/2026 (per dipendenti e pensionati) oppure nel Modello Redditi PF. Il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate, disponibile dall’1 maggio 2026, include già le spese sanitarie trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria e le spese di ristrutturazione comunicate da banche e istituti.

Documenti da conservare: fatture, ricevute, scontrini parlanti, certificazioni bancarie per interessi passivi. Il termine di conservazione è di 5 anni dalla presentazione della dichiarazione.

Detrazioni e ISEE: quando conta il reddito familiare

Alcune agevolazioni fiscali sono subordinate all’ISEE 2026: il contributo asilo nido INPS, alcune detrazioni per familiari con disabilità, l’accesso ai bonus INPS 2026. L’ISEE non influisce direttamente sulle detrazioni IRPEF standard (che dipendono solo dal reddito individuale), ma è rilevante per i bonus complementari che spesso si affiancano alle detrazioni.

Riepilogo scadenze 2026

  • 30 aprile 2026: scadenza modello F24 per versamenti in acconto da conguaglio
  • 1 maggio 2026: apertura 730 precompilato sul portale Agenzia delle Entrate
  • 30 settembre 2026: termine presentazione 730 con CAF o professionista
  • 15 ottobre 2026: termine invio telematico diretto 730
  • 30 novembre 2026: termine Modello Redditi PF

Per il calcolo dello stipendio netto e l’impatto delle detrazioni sulla busta paga mensile, è utile confrontare le tabelle di scaglione IRPEF con le detrazioni spettanti. Per i lavoratori autonomi con regime semplificato, invece, il riferimento è la guida al Modello 730 e al regime ordinario. Chi valuta la Partita IVA in regime forfettario deve sapere che in quel regime le detrazioni IRPEF non si applicano — l’imposta sostitutiva del 15% le sostituisce integralmente.

Domande frequenti sulle detrazioni fiscali 2026

Detrazioni per attività sportiva e abbonamenti trasporti

Dal 2023 è detraibile al 19% la spesa per l’iscrizione di figli tra 5 e 18 anni ad attività sportive dilettantistiche presso enti affiliati CONI o federazioni riconosciute — palestre, piscine, scuole calcio, danza, arti marziali. Il tetto è 210 euro per figlio all’anno, per un beneficio massimo di circa 40 euro. La spesa va documentata con fattura o ricevuta fiscale dell’ente sportivo.

Gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico — treno, metro, autobus urbano ed extraurbano — sono detraibili al 19% fino a 250 euro di spesa annua, sia per il contribuente sia per i familiari fiscalmente a carico. Il beneficio massimo è 47,50 euro/anno. Va conservata la ricevuta o il contratto di abbonamento rilasciato dal gestore.

Detrazioni per assicurazioni vita, infortuni e previdenza complementare

I premi versati per polizze vita e contro gli infortuni danno diritto a detrazione IRPEF del 19% su un massimale di 530 euro annui. Per polizze che coprono il rischio di non autosufficienza (long term care) o di invalidità permanente superiore al 5%, il tetto sale a 1.291,14 euro. I limiti si applicano all’insieme dei premi pagati nell’anno, non singolarmente per polizza.

I contributi versati a fondi pensione complementari sono deducibili — non detraibili — dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro all’anno. La deduzione riduce direttamente la base imponibile IRPEF: il risparmio effettivo varia tra il 23% (scaglione basso) e il 43% (scaglione alto). Per chi si avvicina alla pensione, la previdenza complementare resta uno degli strumenti fiscalmente più efficienti disponibili.

Detrazioni per persone con disabilità

Le spese per persone con disabilità riconosciuta ai sensi della L. 104/1992 beneficiano di trattamenti specifici. I veicoli adattati o con trazione speciale sono detraibili al 19% sull’intero importo di acquisto, senza tetto, con un veicolo agevolato ogni 4 anni. I sussidi tecnici e informatici specifici sono detraibili al 19%. Le spese per assistenza personale specifica (badante, OSS) sono deducibili integralmente dal reddito, senza limite di importo, se la disabilità grave è certificata. La nuova franchigia per redditi oltre 75.000 euro della Legge di Bilancio 2026 non si applica a queste categorie di spesa.

Come verificare e ottenere i rimborsi dall’Agenzia delle Entrate

Chi ha presentato il 730 con saldo a credito riceve il rimborso direttamente in busta paga (luglio o agosto, a seconda della data di presentazione) tramite il sostituto d’imposta. Chi non ha sostituto ottiene il rimborso dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sull’IBAN indicato in dichiarazione, generalmente entro 6 mesi. Per importi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia può avviare un controllo preventivo prima di erogare il rimborso, con tempi fino a 12 mesi. Lo stato del rimborso è consultabile sul portale “Il mio cassetto fiscale” di agenziaentrate.gov.it, sezione “Rimborsi”. I rimborsi di importo inferiore a 12 euro non vengono erogati ma si compensano con debiti futuri.

Marco Ferretti