ECONOMIA

Stipendio minimo in Italia: il dibattito sulla soglia dei 9 euro

L’Italia è tra i pochi paesi UE senza salario minimo legale. La proposta delle opposizioni di fissarlo a 9 euro lordi l’ora è bloccata da tre anni. Ecco i numeri e le posizioni in campo.

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Stipendio minimo in Italia: il dibattito sulla soglia dei 9 euro

L’Italia non ha una legge sul salario minimo orario. È uno dei sette paesi dell’Unione Europea — insieme a Cipro, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia — ad affidarsi esclusivamente ai contratti collettivi nazionali (CCNL) per determinare i minimi retributivi. La proposta di un salario minimo legale a 9 euro lordi l’ora, presentata dalle opposizioni nel 2023, non è ancora diventata legge.

Dove siamo ora: i minimi CCNL e il problema dei contratti pirata

In Italia esistono oltre 1.000 CCNL depositati al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Di questi, circa 900 sono “contratti pirata” — accordi firmati da organizzazioni sindacali e datoriali poco rappresentative, con minimi retributivi inferiori a quelli dei grandi contratti nazionali firmati da CGIL, CISL e UIL. Un operaio del commercio in un’azienda che applica un CCNL pirata può percepire anche 6-6,50 euro lordi l’ora, contro i 7,50-8,50 dei contratti delle grandi confederazioni.

Secondo uno studio del CNEL (2024), circa 3,6 milioni di lavoratori dipendenti italiani percepiscono una retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi. Il fenomeno è concentrato in ristorazione, pulizie industriali, vigilanza privata, commercio al dettaglio e lavoro agricolo.

Il dato è significativo nel confronto europeo: in nessun altro grande paese UE con contrattazione collettiva diffusa la quota di lavoratori sotto soglia è così alta. La differenza con Germania o Paesi Bassi — dove il salario minimo legale esiste da anni — non è congiunturale. È strutturale.

Il dato è significativo nel confronto europeo: in nessun altro grande paese UE con contrattazione collettiva diffusa la quota di lavoratori sotto soglia è così alta. La differenza con Germania o Paesi Bassi — dove il salario minimo legale esiste da anni — non è congiunturale. È strutturale.

La proposta dei 9 euro: cosa prevede

La proposta di legge unitaria delle opposizioni (PD, M5S, AVS, Azione) depositata nel 2023 e ancora in discussione nel 2026 prevede:

  • Salario minimo legale a 9 euro lordi l’ora, comprensivo dei ratei di tredicesima e quattordicesima
  • Applicazione a tutti i lavoratori dipendenti privati non coperti da CCNL comparativamente più rappresentativi
  • Revisione annuale del valore da parte del CNEL, agganciata all’inflazione
  • Salvaguardia dei contratti collettivi con minimi superiori

9 euro lordi l’ora corrispondono a circa 1.560 euro mensili lordi per 40 ore settimanali (su base annua: circa 18.720 euro). Il netto mensile sarebbe circa 1.250 euro, vicino alla soglia di povertà relativa ISTAT per una persona sola nelle grandi città del Nord.

Le ragioni contrarie: sindacati e governo

CGIL, CISL e UIL si oppongono alla proposta per ragioni diverse. CISL e UIL temono che il salario minimo legale svuoti il potere contrattuale dei sindacati e diventi un tetto invece di un pavimento. Se il legislatore fissa 9 euro, i datori potrebbero smettere di rinnovare i CCNL puntando al minimo legale. CGIL è invece più aperta al salario minimo, purché si intervenga anche sui contratti pirata.

Il Governo Meloni ha respinto la proposta rilanciando con la delega al CNEL per la revisione del sistema contrattuale. Il CNEL ha prodotto un rapporto (settembre 2023) che propone di rafforzare la rappresentanza delle parti sociali invece di introdurre un salario minimo legale.

Confronto UE: quanto guadagnano i lavoratori nei paesi con salario minimo

I salari minimi legali nei principali paesi UE (dati Eurostat, gennaio 2026):

  • Lussemburgo: 2.570 euro/mese — il più alto UE
  • Germania: 12,82 euro/ora (circa 2.222 euro/mese) — introdotto nel 2015, innalzato nel 2024
  • Francia: SMIC a 11,88 euro/ora (1.801 euro/mese lordi) — adeguato ogni anno a gennaio
  • Spagna: 1.184 euro/mese (ripartito su 14 mensilità)
  • Polonia: 4.666 zloty/mese (circa 1.085 euro) — con forte crescita negli ultimi 3 anni
  • Romania: 4.050 lei/mese (circa 814 euro) — il più basso tra i paesi con salario minimo legale

La direttiva UE 2022/2041 sul salario minimo adeguato non obbliga i paesi con sistemi di contrattazione collettiva avanzati (come l’Italia) a introdurre un minimo legale, ma richiede che la copertura della contrattazione collettiva raggiunga almeno l’80% dei lavoratori.

Il dibattito sul salario minimo si intreccia con quello sullo stipendio netto in Italia e sulle retribuzioni contrattuali. Per i lavoratori in settori a bassa retribuzione, le detrazioni fiscali e i dettagli del cedolino sono strumenti concreti per capire quanto arriva davvero in tasca.

Domande frequenti sullo stipendio minimo in Italia

Cosa cambierebbe con un salario minimo a 9 euro

Un salario minimo legale a 9 euro lordi l’ora aumenterebbe la retribuzione di circa 3,6 milioni di lavoratori, secondo le stime CNEL 2024. Per un dipendente full-time (40 ore settimanali, 12 mensilità) il passaggio da 7 a 9 euro l’ora porterebbe il lordo annuo da circa 14.560 a 18.720 euro — con un incremento del netto mensile di 250-300 euro. Le categorie più coinvolte sono: addetti alle pulizie, lavoratori della ristorazione, operatori di call center, addetti alla vigilanza privata e custodi di immobili.

Le aziende del comparto ristorazione e cura alla persona stimano un aumento del costo del lavoro tra il 12 e il 18% in caso di introduzione del minimo a 9 euro, secondo un’analisi Confartigianato (2024). Il dibattito resta aperto: chi vede nel salario minimo uno strumento concreto di riduzione della povertà lavorativa e chi teme effetti negativi sull’occupazione nelle regioni meridionali, dove i margini delle imprese sono già più compressi.

Marco Ferretti