ECONOMIA

Bonus edilizi 2026: Ecobonus, Sismabonus e detrazioni dopo i tagli al Superbonus

Il Superbonus è finito nella forma che conoscevamo, ma i bonus edilizi minori sono ancora in campo per il 2026. Ecobonus al 50% per prima casa, Sismabonus fino all’85%, Bonus Ristrutturazione: ecco le percentuali reali e i lavori che coprono.

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Bonus edilizi 2026: Ecobonus, Sismabonus e detrazioni dopo i tagli al Superbonus

Il Superbonus 110% è definitivamente tramontato. Quello che resta è un sistema di detrazioni edilize più frammentato, meno generoso ma ancora significativo per chi deve fare lavori. Nel 2026 sopravvivono quattro misure principali: Ecobonus, Sismabonus, Bonus Ristrutturazione e Bonus Barriere Architettoniche. Ognuna con regole proprie, tetti di spesa diversi e percentuali che variano in base al tipo di immobile.

Ecobonus 2026: quali lavori coprono e a che percentuale

L’Ecobonus nel 2026 copre i lavori di efficienza energetica sugli immobili residenziali, ma le percentuali sono state ridotte dalla Legge di Bilancio 2025. La struttura attuale:

  • Prima casa: 50% di detrazione, ripartita in 10 rate annuali
  • Seconde case e altri immobili: 36% di detrazione, 10 rate
  • Condomini (parti comuni): 50-70% a seconda dell’intervento e del salto di classe energetica

Lavori ammessi e relativi tetti di spesa detraibile (importo massimo su cui calcolare la percentuale):

  • Cappotto termico (isolamento pareti e coperture): tetto 60.000 euro per unità immobiliare
  • Sostituzione infissi e serramenti: tetto 60.000 euro
  • Caldaie a condensazione con classe A+: tetto 30.000 euro — attenzione: le caldaie solo a gas senza integrazione rinnovabile sono state escluse dagli interventi trainanti dal 2024
  • Pompe di calore per climatizzazione: tetto 30.000 euro
  • Pannelli solari termici: tetto 60.000 euro
  • Schermature solari: tetto 60.000 euro

Esempio: cappotto termico su prima casa, spesa 40.000 euro → detrazione 50% = 20.000 euro in 10 rate da 2.000 euro/anno in meno sull’IRPEF. Se l’imposta IRPEF annua è inferiore alla rata, la differenza non viene rimborsata né riportata all’anno successivo.

L’assenza di riporto è il punto critico per i redditi medio-bassi. Una detrazione da 4.800 euro ripartita in dieci anni vale 480 euro annui — ma chi paga meno di 480 euro di IRPEF all’anno non riesce a sfruttarla interamente. È il motivo strutturale per cui i bonus edilizi hanno storicamente avvantaggiato i contribuenti con redditi più alti: la detrazione vale solo se c’è abbastanza imposta su cui applicarla.

Le detrazioni fiscali 2026 si cumulano con l’Ecobonus solo se riguardano voci diverse: non si può applicare due detrazioni alla stessa spesa.

Sismabonus 2026: percentuali per zona sismica e interventi strutturali

Il Sismabonus è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al pre-Superbonus ed è la misura più generosa sopravvissuta nel 2026. Copre gli interventi antisismici su edifici in zone sismiche 1, 2 e 3 (classificazione INGV/Protezione Civile).

Percentuali di detrazione:

  • 50%: interventi su prima e seconda casa in zone sismiche 1-2-3 senza miglioramento di classe di rischio
  • 70%: riduzione di una classe di rischio sismico
  • 80%: riduzione di due o più classi di rischio sismico
  • 75%: interventi su parti comuni di condomini (con riduzione di una classe)
  • 85%: interventi su parti comuni di condomini con riduzione di due o più classi

Tetto di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare (invariato), detraibile in 10 rate annuali. Per i condomini il tetto è calcolato per singola unità immobiliare del condominio.

Il miglioramento della classe di rischio sismico deve essere attestato da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto o geometra iscritto all’albo) attraverso la documentazione ASL (Asseverazione Sismica). Senza asseverazione, la percentuale è ferma al 50%.

Per chi vive in zone sismiche e sta valutando lavori, il Sismabonus 2026 è la misura più interessante in circolazione — meglio dell’Ecobonus su molte categorie di spesa. Vale la pena verificare la classificazione sismica del comune sul sito della Protezione Civile prima di pianificare i lavori.

Bonus Ristrutturazione e Bonus Barriere Architettoniche

Il Bonus Ristrutturazione (art. 16-bis TUIR) è la misura più longeva e generalista: copre qualsiasi intervento di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

  • Prima casa: 50%, tetto 96.000 euro, 10 rate
  • Seconde case: 36%, tetto 48.000 euro, 10 rate
  • Manutenzione ordinaria su parti comuni condominio: 36%, tetto 48.000 euro per unità

Rientrano lavori come: rifacimento bagno, sostituzione pavimenti, impianto elettrico a norma, rifacimento tetto, abbattimento pareti interne non portanti. Non rientrano: acquisto mobili non collegati a lavori edilizi (esiste Bonus Mobili separato, 50%, tetto 8.000 euro nel 2026).

Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% è rimasto tra le misure più generose: copre interventi finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche per persone con disabilità motoria. Tetto 30.000 euro per unità immobiliare (50.000 per edifici da 2 a 8 unità, 40.000 per edifici con più di 8 unità). Richiede la relazione tecnica di un professionista abilitato. Non è limitato alla prima casa e non richiede che il beneficiario sia disabile — basta che l’immobile ospiti persone con ridotta mobilità.

Il Modello 730 è il documento dove si recuperano queste detrazioni ogni anno: le rate annuali dei bonus edilizi vanno inserite nella sezione E del 730, e si ripetono per 10 anni.

Cessione del credito: ancora possibile o no?

La cessione del credito e lo sconto in fattura — che avevano alimentato il boom del Superbonus — sono stati bloccati dal DL 11/2023 (Decreto Blocca Cessioni) per la quasi totalità degli interventi. Nel 2026 rimangono alcune eccezioni residuali:

  • Interventi su condomini con almeno una unità di edilizia residenziale pubblica
  • Interventi per persone con disabilità (Bonus Barriere Architettoniche)
  • Interventi su immobili colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza dichiarato

Per il 95% dei casi, nel 2026 i bonus edilizi si fruiscono solo in detrazione diretta IRPEF. Significa che chi non ha capienza IRPEF sufficiente non riesce a recuperare l’intera detrazione — un limite reale che penalizza i contribuenti con redditi bassi o in pensione con pensione minima.

Chi sta pianificando lavori estivi può verificare anche i collegati bonus verde per giardini e terrazze, e le agevolazioni per le comunità energetiche rinnovabili se si sta valutando l’installazione di pannelli fotovoltaici in contesto condominiale o rurale.

Marco Ferretti