Un conto corrente tradizionale in Italia costa in media 94 euro l’anno di canone, secondo l’indagine Banca d’Italia 2025. A questi si aggiungono le commissioni per singole operazioni, il bollo annuo, i costi di prelievo allo sportello. Il conto bancario è la spesa fissa più sottovalutata del bilancio familiare — e anche quella più facile da ottimizzare.
Costi reali: canone, bollo e commissioni da mettere in conto
Partiamo dal bollo: ogni conto corrente con un saldo medio annuo superiore a 5.000 euro è soggetto all’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno (per le persone fisiche). Non è negoziabile, non è un costo della banca — è un’imposta statale che vale per tutti i conti, compresi quelli online e le neobank.
I costi da confrontare quando si sceglie un conto:
- Canone mensile/annuo: da 0 a 12 euro/mese nei conti tradizionali. I conti online spesso hanno canone zero, ma con condizioni (accredito stipendio, spesa minima con carta, ecc.)
- Prelievi allo sportello (ATM): i prelievi presso ATM propri sono generalmente gratuiti; quelli presso banche terze costano tra 1,50 e 2,50 euro ciascuno
- Commissioni bonifici: i bonifici SEPA online sono gratuiti nella stragrande maggioranza dei conti moderni. In filiale: tra 0,60 e 3,50 euro
- Canone carta di debito/credito: spesso inclusa nel canone base, ma alcune banche addebitano separatamente (5-30 euro/anno per carta di credito)
- Commissioni su pagamento F24: online gratuito; in filiale tra 0 e 3 euro
Un dipendente medio che preleva 4 volte al mese da ATM alieni, paga 3 bollettini in filiale e usa la carta di credito: con un conto tradizionale di fascia media può spendere tra 180 e 350 euro l’anno in costi totali. Non sono spiccioli — equivalgono a una bella parte dello stipendio netto di una settimana.
Conti online e neobank: N26, Revolut, Hype, Bunq a confronto
Il mercato italiano 2026 vede quattro player di neobank con diffusione significativa, più i conti online delle banche digitali native (Fineco, ING, Illimity, Crédit Agricole online).
Un dettaglio che molti trascurano: le neobank europee non operano sempre sotto garanzia del FITD italiano. Revolut, per esempio, è sotto licenza lituana — il deposito è garantito fino a 100.000 euro, ma dal fondo di garanzia lituano. Non è un problema per i pagamenti quotidiani. Diventa rilevante per chi deposita somme significative e vuole certezza sulla copertura.
N26 Standard: canone zero, nessun prelievo gratuito in euro zone (0,00 gratuiti/mese in Italia → commissione 2%), carta Mastercard Debit, IBAN tedesco valido in Italia per accredito stipendio e addebiti. Ideale per chi usa quasi esclusivamente pagamenti digitali.
Revolut Standard: canone zero, 5 prelievi gratuiti/mese (max 200 euro), cambi valuta al tasso interbancario nei giorni feriali (weekend applica spread 1%). Non ha IBAN italiano — può creare problemi con alcuni datori di lavoro o per domiciliazione utenze.
Hype Start: canone zero, IBAN italiano (Banca Sella), un prelievo gratuito al mese (poi 1 euro ciascuno), bonifici illimitati gratuiti. Limite massimo di giacenza 2.500 euro. Adatta per un uso secondario.
Bunq Easy Bank: piano base a 3,99 euro/mese, IBAN olandese, fino a 3 prelievi gratuiti/mese, cashback su acquisti. La proposta più articolata tra le neobank in termini di funzionalità (sottocconti multipli, carbon footprint tracking).
Nessuna neobank copre tutti i casi d’uso: chi ha bisogno di un conto per accredito stipendio, addebito mutuo, domiciliazione bollette e prelievi frequenti farà meglio a valutare i conti online delle banche tradizionali italiane o europee con IBAN IT.
Come leggere il documento SECCI: lo strumento che nessuno usa
Prima di aprire un conto, ogni banca è obbligata a fornire il documento “Foglio Informativo” e, per i conti di pagamento, il SECCI — Servizio Europeo di Conto Corrente con Informazioni Standardizzate. È un documento strutturato in formato standard europeo che elenca tutti i servizi e costi in modo comparabile.
Le sezioni da leggere sul SECCI:
- Sezione A: nome del servizio e tipo di conto
- Sezione B: canone annuo totale (incluse carte) — questo è il numero da confrontare
- Sezione C: servizi inclusi e commissioni per servizi non inclusi — prelievi, bonifici, estratto conto
- Sezione D: interessi su saldi negativi (scoperto) — da tenere d’occhio
Il SECCI è disponibile sul sito di ogni banca prima dell’apertura del conto. Confrontare tre o quattro SECCI su carta è il modo più affidabile per capire il costo reale — molto più efficace dei comparatori online, che spesso mostrano solo i costi base.
Chi tiene il conto sotto la soglia dei 5.000 euro di giacenza media evita il bollo da 34,20 euro — una strategia semplice ma che in molti ignorano. Vedi anche la sezione sulle dichiarazione dei redditi per capire se ci sono detrazioni legate alle spese bancarie in alcuni casi specifici.
Conti gratuiti con condizioni: quando “zero canone” non è zero
Molti conti “a zero canone” in realtà lo sono solo al verificarsi di condizioni: accredito stipendio di almeno 1.000 euro/mese, spesa minima con carta di debito/credito (es. 500 euro/trimestre), o domiciliazione di almeno due utenze.
Se le condizioni non vengono rispettate, il canone standard scatta automaticamente — spesso senza avviso preventivo. Nel 2026 l’ABF (Arbitro Bancario Finanziario) ha registrato un aumento dei reclami su questo tema: banche che cambiano le condizioni di gratuità con preavviso di 60 giorni (il minimo contrattuale) e utenti che non se ne accorgono finché non vedono l’addebito.
Regola pratica: scegliere un conto le cui condizioni di gratuità si possono rispettare con sicurezza nel proprio stile di vita. Altrimenti, un conto a canone fisso basso (3-5 euro/mese) e senza condizioni è spesso più conveniente di un “gratis” pieno di clausole. Il cedolino paga è il punto di partenza per capire quanto accredito stipendio si ha a disposizione.