Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è la cartella clinica digitale di ogni cittadino italiano, gestita dal SSN e alimentata automaticamente dalle strutture pubbliche. Istituito dall’art. 12 del DL 179/2012, è stato profondamente rinnovato con il decreto ministeriale 7 settembre 2023 che ha avviato il FSE 2.0: dal 2026 è operativo in tutte le Regioni con un set di funzioni ampliate che includono il profilo sanitario sintetico europeo, il dossier farmaceutico e la prenotazione diretta delle prestazioni.
Cosa contiene il Fascicolo Sanitario Elettronico
Il FSE raccoglie in forma strutturata e interoperabile i dati sanitari prodotti da tutte le strutture SSN. I contenuti principali:
- Documenti clinici: referti di laboratorio, referti di diagnostica per immagini (con le immagini DICOM dove disponibili), lettere di dimissione ospedaliera, verbali di Pronto Soccorso, relazioni di visita specialistica.
- Prescrizioni dematerializzate: ricette di farmaci e prestazioni specialistiche emesse dal MMG e dagli specialisti SSN, con storico degli ultimi 24 mesi.
- Esenzioni attive: codici di esenzione dal ticket con data di scadenza, aggiornati in tempo reale dopo il rilascio dalla ASL.
- Storico vaccinale: vaccini somministrati attraverso il SSN (dove integrato dalla Regione — completamente attivo in Emilia-Romagna, Toscana, Veneto).
- Taccuino personale: sezione in cui il cittadino può inserire autonomamente dati non prodotti dal SSN: misurazioni domiciliari, referti di strutture private, farmaci acquistati senza prescrizione. I dati del taccuino non sono visibili ai professionisti sanitari senza esplicita condivisione da parte del paziente.
- Piano terapeutico: piani farmacologici attivi per patologie croniche che richiedono prescrizione periodica (es. farmaci per epilessia, farmaci biologici).
- Patient Summary (FSE 2.0): profilo sanitario sintetico in formato HL7 FHIR, interoperabile con gli altri Paesi UE nell’ambito dello Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS).
Come accedere al FSE nel 2026
L’accesso avviene esclusivamente con identità digitale certificata. Le opzioni disponibili:
- SPID (livello 2 o superiore) — il metodo più diffuso, utilizzato dall’85% degli accessi FSE nel 2024. Se non ha ancora attivato lo SPID, vedi la guida completa su come attivare lo SPID passo per passo.
- CIE (Carta d’Identità Elettronica) con il PIN fornito al momento dell’emissione — richiede un lettore NFC compatibile (smartphone Android con NFC o lettore USB).
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi) — meno diffusa, compatibile con lettori smart-card USB.
Procedura di primo accesso:
- Andare sul portale nazionale fascicolo.salute.gov.it oppure sul portale regionale specifico (SaluteER per Emilia-Romagna, SISS per Lombardia, ToscanaInsieme per Toscana, SaluteVeneto per Veneto).
- Autenticarsi con SPID o CIE.
- Alla prima connessione, accettare le condizioni d’uso e configurare le preferenze di visibilità dei documenti (chi può vedere cosa).
- I documenti prodotti dalle strutture SSN vengono caricati automaticamente entro 7 giorni dall’evento clinico (visita, referto, dimissione).
Dal 2025 il FSE è accessibile anche tramite l’app IO e dalle app sanitarie regionali (es. CUPMobile in Lombardia, SaluteFVG in Friuli-Venezia Giulia). Nel 2024 il FSE ha registrato oltre 43 milioni di accessi, con una crescita del 78% rispetto al 2022 (dati Ministero della Salute).
Chi può vedere il fascicolo: consenso e controllo accessi
Il FSE è basato sul principio del consenso informato e granulare. Il cittadino può gestire l’accesso in modo dettagliato:
- Autorizzare o revocare l’accesso al FSE per singoli professionisti: MMG, specialisti SSN, farmacisti convenzionati, medici di pronto soccorso.
- Rendere “oscurati” specifici documenti sensibili (referti psichiatrici, esami per HIV, documentazione relativa a IVG, problemi di dipendenza) — invisibili anche al proprio medico curante a meno di esplicita revoca dell’oscuramento.
- Consultare il log completo degli accessi: chi ha visualizzato quali documenti, quando e da quale struttura. Il log è conservato per 24 mesi.
- Delegare l’accesso a un familiare o caregiver, con possibilità di limitare la visibilità a specifici tipi di documenti (es. solo le prescrizioni, non i referti).
I dati del FSE sono trattati secondo il GDPR e il Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003, aggiornato). Il titolare del trattamento è il Ministero della Salute; le Regioni sono responsabili locali del trattamento per i propri sistemi.
FSE e liste d’attesa: la funzione di monitoraggio introdotta nel 2024
Con il DL 73/2024 il FSE è diventato anche lo strumento tramite cui le ASL pubblicano i tempi di attesa per le 43 prestazioni traccianti. Dal pannello FSE il cittadino può:
- Verificare i tempi medi di attesa per specialità nella propria ASL e confrontarli con le altre strutture regionali.
- Ricevere notifiche push (via app IO o e-mail) quando si avvicina la scadenza di un piano terapeutico o una prenotazione registrata.
- Prenotare direttamente alcune tipologie di prestazioni SSN dall’interfaccia FSE, senza dover chiamare il CUP (funzione attiva in Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia nel 2026).
Documenti privati e FSE: limiti del sistema
I referti di strutture private non convenzionate con il SSN non vengono caricati automaticamente. Il cittadino può inserirli manualmente nel taccuino personale in formato PDF. I referti di strutture private accreditate (convenzionate SSN) rientrano nel flusso automatico solo se la struttura ha completato l’integrazione tecnica con il sistema regionale — situazione ancora incompleta in molte Regioni del Sud.
I documenti prodotti prima dell’attivazione del FSE regionale (in media 2015-2018) non sono presenti automaticamente, salvo progetti di digitalizzazione retroattiva avviati da alcune ASL virtuose. Per verificare e aggiornare il proprio profilo sanitario, la prima cosa da controllare sono le esenzioni ticket attive visibili nel FSE e i dati del medico di base associato.