ECONOMIA

Assegno Unico luglio 2026: nuovi importi e chi deve aggiornare la domanda

Dal 1° luglio 2026 l’INPS rivaluta gli importi dell’Assegno Unico Universale secondo l’indice ISTAT. Chi non ha presentato o aggiornato l’ISEE rischia di perdere le integrazioni. Ecco i nuovi importi e cosa fare entro la scadenza.

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Assegno Unico luglio 2026: nuovi importi e chi deve aggiornare la domanda

Ogni anno, a luglio, l’INPS rivaluta gli importi dell’Assegno Unico Universale in base all’inflazione ISTAT dell’anno precedente. Non è automatico per tutti: chi non ha un ISEE valido in archivio riceve solo l’importo minimo, perdendo le integrazioni legate al reddito. Nel luglio 2026 la rivalutazione è stimata intorno al 2,4% rispetto agli importi di partenza 2025.

Nuovi importi da luglio 2026: la rivalutazione ISTAT

Gli importi dell’Assegno Unico sono rivalutati automaticamente dall’INPS ogni anno al 1° gennaio per l’adeguamento ordinario, ma l’aggiornamento intermedio di luglio riguarda chi ha presentato una nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) con ISEE aggiornato nel corso dell’anno.

Importi di riferimento luglio 2026 (stime su base rivalutazione 2,4%):

  • Importo massimo per figlio (ISEE fino a 16.215 €): circa 199,50 euro/mese per figlio under 21
  • Importo minimo (senza ISEE o ISEE oltre 45.574 €): circa 59,20 euro/mese per figlio
  • Maggiorazione per figlio disabile: da 105 a 210 euro/mese aggiuntivi in base alla gravità
  • Maggiorazione famiglie con 4+ figli: 150 euro/mese forfait dal quarto figlio in poi
  • Maggiorazione monogenitore: fino a 37 euro/mese aggiuntivi

Gli importi esatti vengono pubblicati da INPS con circolare specifica entro fine giugno. I valori sopra riportati sono indicativi basati sulla rivalutazione ISTAT comunicata dall’Istat a fine 2025 (indice NIC, variazione media annua 2025).

Chi non ha presentato l’ISEE aggiornato entro febbraio riceve a luglio la quota minima: 57,50 euro per figlio, indipendentemente dal reddito reale. Gli arretrati vengono corrisposti dalla data di presentazione tardiva dell’ISEE — ma la rivalutazione di luglio si applica solo da quel momento in poi. Il mese di febbraio è quello che fa la differenza concreta sull’importo annuale percepito.

Per chi ha già un ISEE valido in archivio, l’aggiornamento di luglio è automatico. Per chi ha presentato l’ISEE dopo il 28 febbraio 2026, l’effetto decorre dal mese successivo alla presentazione della DSU — non retroattivo.

Chi rischia di perdere le integrazioni: scadenza DSU e ISEE

L’ISEE ha validità annuale e scade il 31 dicembre di ogni anno. Chi non rinnova la DSU entro il 28 febbraio dell’anno successivo passa automaticamente all’importo minimo a partire da marzo.

Nel 2026 molte famiglie si trovano in questa situazione: hanno presentato l’ISEE a inizio anno ma con dati non aggiornati (cambio di reddito, perdita del lavoro, nuovo figlio). L’aggiornamento dell’ISEE durante l’anno è possibile presentando una nuova DSU precompilata — il nuovo valore ISEE si applica dall’Assegno Unico del mese successivo alla presentazione.

I bonus INPS 2026 collegati all’ISEE seguono la stessa logica: non aggiornare la DSU tempestivamente significa perdere le integrazioni per i mesi non coperti, senza possibilità di recupero retroattivo.

Cosa fare se l’ISEE 2026 è già scaduto o non è stato presentato:

  • Presentare subito la DSU precompilata tramite il portale INPS o CAF
  • Verificare che i dati del 730/2025 siano già disponibili nel sistema (necessari per l’ISEE precompilato)
  • Controllare l’ISEE 2026 attuale nella propria area personale MyINPS

Maggiorazioni per disabili e famiglie numerose

Il sistema delle maggiorazioni dell’Assegno Unico è più articolato di quanto sembri. Non basta avere un figlio con disabilità riconosciuta: il tipo di riconoscimento influenza l’importo della maggiorazione.

Per i figli con disabilità:

  • Non autosufficienza (art. 3 c. 3 L. 104/92): maggiorazione massima di 210 euro/mese (rivalutata luglio 2026)
  • Disabilità grave (L. 104/92): maggiorazione di circa 105-130 euro/mese
  • Invalidità civile riconosciuta: maggiorazione variabile in base alla percentuale
  • Disturbi dello sviluppo (DSA, ADHD con diagnosi clinica): maggiorazione di circa 85 euro/mese — questa voce è meno nota ma applicata dal 2023

Per le famiglie numerose: dal quarto figlio in poi scatta la maggiorazione forfettaria di 150 euro/mese (non per figlio — forfait totale). Le famiglie con almeno 3 figli under 21 e ISEE inferiore a 40.000 euro accedono anche a una maggiorazione transitoria introdotta con la Legge di Bilancio 2025 e confermata per il 2026.

Come verificare l’importo e le modalità di pagamento

Il controllo dell’importo mensile percepito si fa su MyINPS → “Assegno Unico e Universale” → “Consultazione domanda”. La sezione mostra importo mensile lordo, eventuali maggiorazioni attive, e il metodo di pagamento impostato.

Modalità di pagamento disponibili:

  • Accredito su IBAN (preferita — pagamento entro il 20 del mese)
  • Accredito su libretto postale
  • Domiciliazione tramite ente di patronato (per chi ha difficoltà con i sistemi digitali)

Chi riceve il Bonus Mamme in busta paga deve sapere che i due strumenti non si escludono: Assegno Unico è un trasferimento diretto INPS, mentre il Bonus Mamme agisce sui contributi in busta paga. Possono coesistere senza problemi.

L’importo dell’Assegno Unico non è tassabile e non concorre alla formazione del reddito IRPEF — non va dichiarato nel 730.

Marco Ferretti