Il ticket sanitario è la quota di compartecipazione alla spesa che il cittadino versa al SSN per ricevere prestazioni ambulatoriali. Non riguarda i ricoveri ospedalieri ordinari (gratuiti) né i farmaci in fascia A (a carico del SSN), ma si applica a visite specialistiche, esami di laboratorio, diagnostica per immagini e al Pronto Soccorso in codice bianco. Nel 2026 il sistema di compartecipazione è rimasto sostanzialmente invariato, con l’entrata a regime del nuovo Nomenclatore Tariffario del 2023 che ha modificato gli importi di alcune prestazioni.
Il Nomenclatore del 2023 è entrato in vigore dopo quasi trent’anni dall’aggiornamento precedente. Nel mezzo, il sistema ha calcolato ticket su tariffe concepite nel 1996 per prestazioni diagnostiche nel frattempo trasformate. L’aggiornamento era tecnicamente necessario — anche se per alcune prestazioni ha comportato aumenti percepibili.
Il Nomenclatore del 2023 è entrato in vigore dopo quasi trent’anni dall’aggiornamento precedente. Nel mezzo, il sistema ha calcolato ticket su tariffe concepite nel 1996 per prestazioni diagnostiche nel frattempo trasformate. L’aggiornamento era tecnicamente necessario — anche se per alcune prestazioni ha comportato aumenti percepibili.
Su quali prestazioni si paga il ticket
Il ticket si applica alle prestazioni ambulatoriali erogate in regime convenzionato SSN, con ricetta dematerializzata del medico. Le categorie principali:
- Visite specialistiche: cardiologia, neurologia, oculistica, ginecologia, ortopedia, dermatologia, pneumologia e tutte le altre branche specialistiche
- Diagnostica per immagini ambulatoriale: ecografie, radiografie, TAC, risonanza magnetica (RMN), scintigrafie
- Esami di laboratorio: emocromo, glicemia, colesterolo totale e frazionato, trigliceridi, funzionalità renale ed epatica, esame delle urine, colture batteriche, virologie
- Riabilitazione ambulatoriale: fisioterapia, logopedia, terapia occupazionale, rieducazione motoria
- Pronto Soccorso codice bianco: 25 euro di ticket fisso per accessi classificati non urgenti (codice bianco) che non risultano in ricovero. In alcune Regioni il ticket si applica anche al codice verde non ricoverato.
Non si paga il ticket per: ricoveri ospedalieri ordinari e in day hospital, prestazioni in Pronto Soccorso con codice giallo o rosso, farmaci fascia A, assistenza domiciliare integrata, hospice, prestazioni di salute mentale nei CSM, dialisi.
Come viene calcolato l’importo del ticket nel 2026
Il ticket per prestazioni ambulatoriali ha una struttura articolata:
- Tariffa SSN della prestazione: stabilita dal Nomenclatore Tariffario Nazionale aggiornato con il decreto ministeriale 23 giugno 2023, in vigore dal 1° gennaio 2024. Il vecchio nomenclatore del 1996 è stato sostituito con un aggiornamento di circa 3.100 prestazioni ambulatoriali. Alcune tariffe sono aumentate significativamente: la RMN con mezzo di contrasto è passata da 92 a 136 euro; la TAC addome da 77 a 98 euro.
- Quota massima di compartecipazione per ricetta: il ticket non può superare il costo reale della prestazione (principio sancito dall’art. 3 DL 347/2001). Per le prestazioni di laboratorio, la quota massima per ricetta è di 36,15 euro indipendentemente dal numero di esami richiesti sulla stessa ricetta. Per le visite specialistiche, la quota varia da 15 a 46,15 euro secondo la tariffa della prestazione.
- Quota fissa regionale: il “superticket” da 10 euro è stato abolito a livello nazionale dal 2020. Tuttavia alcune Regioni (Piemonte, Veneto, Sardegna) hanno reintrodotto una quota fissa regionale di 3-5 euro per ricetta, legalmente ammissibile come addizionale regionale di compartecipazione.
Esempio pratico: una visita cardiologica (tariffa SSN 46,15 euro) costa al massimo 46,15 euro di ticket. Un prelievo con 10 diversi esami del sangue su una sola ricetta ha un tetto massimo di 36,15 euro, anche se la somma delle singole tariffe supera tale importo.
Chi paga il ticket e chi no
Pagano il ticket tutti i cittadini iscritti al SSN che non rientrano in nessuna categoria di esenzione. Il sistema non è progressivo rispetto al reddito: chi guadagna 30.000 euro paga lo stesso importo di chi ne guadagna 100.000, salvo esenzioni specifiche per fascia reddituale bassa.
Non pagano il ticket:
- Chi ha un codice di esenzione valido per reddito (E01-E06) — per tutte le prestazioni ambulatoriali
- Chi ha un codice di esenzione per patologia cronica (001-061) — solo per le prestazioni correlate alla patologia
- Chi ha un codice di esenzione per malattia rara (RF) — per tutte le prestazioni legate alla condizione
- Donne in gravidanza (M) — per i controlli prenatali LEA
- Invalidi civili al 100% con accompagnamento (I01) — per tutte le prestazioni ambulatoriali
Per l’analisi completa dei codici e dei requisiti, vedi la guida all’esenzione ticket sanitario 2026.
Ticket e farmaci: il sistema della fascia A
Per i farmaci il sistema di compartecipazione è separato da quello ambulatoriale:
- Fascia A: farmaci essenziali a carico del SSN. Il paziente paga solo la quota fissa regionale (variabile da 0 a 4 euro a confezione, mediamente 1-2 euro in molte Regioni). Sono esenti da questa quota gli invalidi civili totali, i titolari di pensione minima over 60 e, in alcune Regioni, i malati cronici gravi.
- Fascia H: farmaci ospedalieri distribuibili anche in regime di distribuzione diretta ospedaliera o attraverso le farmacie convenzionate (DPC). Gratuiti per il paziente in entrambi i casi.
- Fascia C: farmaci non rimborsabili, a completo carico del paziente al prezzo di vendita al pubblico.
Come pagare il ticket: le modalità disponibili
Il pagamento può avvenire in diversi modi:
- Sportello CUP o cassa della struttura: prima o dopo la prestazione, in contanti o con carta. La modalità più tradizionale, ancora prevalente al Sud.
- Totem self-service: nelle strutture dotate di self-check-in, il paziente paga autonomamente con carta prima della prestazione.
- Online tramite portale regionale: attraverso CUPWeb (Lazio), PrenotaSalute (Toscana), SaluteVeneto e analoghi, con carta di credito o addebito SDD.
- App IO e PagoPA: disponibile in alcune Regioni per prestazioni già prenotate, con pagamento dal telefono.
La ricevuta di pagamento è necessaria per la detrazione fiscale: il ticket è detraibile al 19% nella dichiarazione dei redditi come spesa sanitaria (modello 730 o PF), insieme a tutte le altre spese mediche, sopra la franchigia annua di 129,11 euro. Dal 2020 le spese pagate con mezzi tracciabili vengono precaricate nel 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.
Il collegamento tra ticket e liste d’attesa
Pagare il ticket non garantisce tempi di accesso più rapidi rispetto a chi è esente: la priorità è determinata esclusivamente dalla classe indicata sulla ricetta (U/B/D/P). Per strategie concrete di riduzione dei tempi indipendentemente dal ticket, vedi l’articolo sulle liste d’attesa SSN. Per confrontare il costo del ticket rispetto all’accesso senza impegnativa, vedi l’analisi sulla visita specialistica senza impegnativa.