SALUTE

Liste d’attesa SSN: tempi massimi, diritti dei pazienti e come abbreviarli

Secondo il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2019-2021, ancora in vigore nelle sue linee fondamentali, le ASL sono tenute a garantire tempi massimi per le prestazioni urgenti e

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Liste d’attesa SSN: tempi massimi, diritti dei pazienti e come abbreviarli

Secondo il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2019-2021, ancora in vigore nelle sue linee fondamentali, le ASL sono tenute a garantire tempi massimi per le prestazioni urgenti e programmate. Nel 2024 il Ministero della Salute ha rilevato che i tempi medi nazionali per una visita cardiologica non urgente superano i 107 giorni. Il DL 73/2024 (convertito in Legge 107/2024) ha stanziato 500 milioni di euro per il recupero delle liste d’attesa nel biennio 2024-2025. Ecco cosa dice la legge e come tutelarsi concretamente.

I tempi massimi di attesa previsti dalla normativa

Il PNGLA definisce classi di priorità con tempi massimi garantiti, indicati dal medico prescrittore sulla ricetta dematerializzata con una lettera:

  • Classe U (urgente): prestazione entro 72 ore. Tipicamente per sintomi acuti che non richiedono il Pronto Soccorso ma non possono attendere oltre.
  • Classe B (breve): entro 10 giorni. Per patologie con progressione rapida che richiedono valutazione specialistica tempestiva.
  • Classe D (differibile): entro 30 giorni per le visite specialistiche, 60 giorni per le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio.
  • Classe P (programmabile): entro 120 giorni. Per controlli di follow-up e prestazioni non urgenti.

Senza indicazione di classe sulla ricetta, la prestazione viene classificata automaticamente come programmabile (120 giorni). Secondo il monitoraggio AGENAS 2024, oltre il 40% delle ASL italiane non rispetta il limite di 30 giorni per le visite in classe D. La situazione è particolarmente critica per cardiologia (media 107 giorni), neurologia (media 94 giorni) e oculistica (media 88 giorni).

Cento giorni per una visita cardiologica non è un dato neutro. Per patologie tempo-dipendenti, quell’attesa può cambiare la prognosi. Il meccanismo del primo accesso disponibile — intramoenia o privato convenzionato a carico del SSN — esiste per gestire questi casi, ma non è sempre comunicato chiaramente agli utenti dagli sportelli CUP.

Cento giorni per una visita cardiologica non è un dato neutro. Per patologie tempo-dipendenti, quell’attesa può cambiare la prognosi. Il meccanismo del primo accesso disponibile — intramoenia o privato convenzionato a carico del SSN — esiste per gestire questi casi, ma non è sempre comunicato chiaramente agli utenti dagli sportelli CUP.

Il Decreto Legge 73/2024 ha introdotto misure specifiche: obblighi di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei fine settimana, incentivazione delle prestazioni aggiuntive dei medici SSN in intramoenia al costo del ticket, e pubblicazione obbligatoria mensile dei tempi di attesa sui portali regionali.

Diritto alla prestazione alternativa: come funziona

Se la ASL non riesce a garantire la prestazione entro i tempi massimi della classe di priorità assegnata, il paziente ha diritto a ricevere la stessa prestazione in regime di intramoenia (libera professione dei medici SSN) o presso strutture private convenzionate, allo stesso costo del ticket ordinario — o gratuitamente se esente. Questo strumento si chiama garanzia di erogazione della prestazione ed è sancito dall’art. 3 del DPCM 12 gennaio 2017 (LEA) e ribadito dalla Legge 107/2024.

Come attivarlo concretamente:

  1. Contattare il CUP e chiedere esplicitamente se il tempo massimo per la propria classe di priorità è garantito nella struttura indicata
  2. Se non lo è, richiedere formalmente la prestazione in garanzia — in alcune Regioni esiste un modulo dedicato (es. Regione Lazio con il “percorso di garanzia”, Regione Veneto con il “libretto di garanzia delle prestazioni”)
  3. La ASL è tenuta a fornire entro 3 giorni lavorativi un appuntamento alternativo — in intramoenia o in struttura privata accreditata — entro i tempi previsti per la classe di priorità
  4. Il paziente paga solo il ticket ordinario (o nulla se esente), anche se la prestazione viene erogata in regime privato convenzionato

In pratica, molte ASL non applicano spontaneamente questa garanzia. È necessario richiederla esplicitamente, preferibilmente per iscritto o via PEC, in modo da avere traccia della richiesta in caso di successivo ricorso.

CUP unico regionale e monitoraggio pubblico

Dal 2024 il Ministero della Salute ha attivato la piattaforma nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa (art. 4 DL 73/2024), consultabile dal cittadino tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico. Le Regioni sono obbligate a pubblicare mensilmente i tempi medi di attesa per le 43 prestazioni “traccianti” individuate dal PNGLA, tra cui: visita cardiologica, mammografia, colonscopia, risonanza magnetica, TAC, ecografia addome, visita neurologica, visita oculistica, spirometria.

Il CUP unico regionale (attivo in Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto) permette di cercare la prima disponibilità su tutto il territorio regionale, non solo nella struttura più vicina. In Campania e Sicilia il sistema CUP è ancora frammentato per azienda sanitaria, rendendo più difficile individuare la disponibilità nelle strutture limitrofe.

Strategia pratica: se la struttura più vicina ha tempi di 90 giorni per una visita in classe D, una struttura a 30 km potrebbe avere disponibilità entro 25 giorni. Il CUP unico regionale mostra tutte le opzioni contemporaneamente.

Visite in intramoenia: quando e come conviene

L’intramoenia (libera professione intramuraria) consente ai medici ospedalieri SSN di visitare pazienti privatamente, all’interno delle strutture pubbliche, fuori dall’orario di servizio istituzionale. I costi sono intermedi tra il ticket SSN e le tariffe del privato puro:

  • Visita cardiologica intramoenia: mediamente 100-160 euro (vs. 20-46 euro di ticket vs. 130-200 euro del privato puro)
  • Visita neurologica intramoenia: mediamente 120-180 euro
  • Visita dermatologica intramoenia: mediamente 80-130 euro

Vantaggi dell’intramoenia: stesso specialista del reparto pubblico, struttura ospedaliera, referto integrato nel FSE in molte Regioni. Svantaggi: non esente — anche chi ha il codice di esenzione paga l’intera tariffa intramoenia, perché si tratta formalmente di prestazione privata.

Dal 2024, nelle Regioni che hanno applicato integralmente il DL 73/2024, le prestazioni erogate in intramoenia nel quadro della garanzia di attesa vengono invece fatturate al costo del ticket. Chiedere esplicitamente se la struttura aderisce a questa modalità prima di prenotare.

Ricorso e tutela legale: le opzioni disponibili

Se la ASL non garantisce la prestazione nei tempi e non offre alternativa nei 3 giorni previsti, il paziente può percorrere diverse vie di tutela:

  • URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico): segnalazione scritta alla ASL con obbligo di risposta entro 30 giorni. Primo passo obbligatorio prima di qualsiasi ricorso formale.
  • Difensore Civico Regionale per la salute: figura presente in quasi tutte le Regioni, con potere di interlocuzione diretta con la ASL. Gratuito per il cittadino.
  • Cittadinanzattiva / Tribunale per i Diritti del Malato: associazione di tutela attiva in oltre 200 capoluoghi italiani, offre consulenza gratuita e può intervenire come mediatore con la ASL.
  • Ricorso al giudice di pace: per il rimborso del maggior costo sostenuto per la prestazione privata quando la ASL ha omesso la garanzia. La giurisprudenza ammette questa azione (Cass. Sez. III, sent. 15 marzo 2021). Competenza entro 5.000 euro di valore.

Per capire a quali prestazioni si ha diritto senza pagare il ticket, consulta la guida all’esenzione ticket sanitario 2026. Per prenotare correttamente con il medico di base e scegliere la classe di priorità giusta, vedi medico di base: come sceglierlo e i nuovi orari 2026.

Domande frequenti sulle liste d’attesa

Marco Ferretti